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	<title>Teatro Bismantova</title>
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	<description>Cinema Teatro Eventi Castelnovo Monti (RE)</description>
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		<title>Fotogallery degli spettacoli:</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Zobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità sul nostro sito web! Da oggi, infatti, nella sezione PRESS assieme a ogni intervista che l&#8217;Ufficio Stampa realizza periodicamente agli attori dopo lo spettacolo, troverete le fotografie scattate dai nostri fotografi durante ogni spettacolo della stagione teatrale. Quindi, per guardare le fotogallery degli spettacoli che sono andati in scena fino ad oggi, vistiate la sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Novità sul nostro sito web!</strong> Da oggi, infatti, nella sezione <strong>PRESS</strong> assieme a ogni intervista che l&#8217;Ufficio Stampa realizza periodicamente agli attori dopo lo spettacolo, troverete le fotografie scattate dai nostri fotografi durante ogni spettacolo della stagione teatrale.</p>
<p>Quindi, per guardare le fotogallery degli spettacoli che sono andati in scena fino ad oggi, vistiate la sezione <span style="color: #003366;"><strong><a href="http://www.teatrobismantova.it/category/ufficio-stampa/">PRESS</a></strong></span>, e oltre a leggere le interviste agli attori potrete guardare le fotografie dello spettacolo.</p>
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		<title>Stasera: &#8220;Top dogs, manager sull’orlo di una crisi di nervi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Zobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio news]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 15 febbraio, alle ore 21, la compagnia teatrale &#8220;Mamimò&#8221; si esibirà al teatro Bismantova con lo spettacolo  &#8220;Top dogs, manager sull’orlo di una crisi di nervi&#8221;. Il tema del licenziamento dei grandi manager è il perno attorno a cui ruota l&#8217;intero spettacolo, ma è l’ironia il linguaggio scelto. Un registro grottesco, che richiama i dialoghi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 15 febbraio, alle ore 21, la compagnia teatrale <strong>&#8220;Mamimò&#8221;</strong> si esibirà al teatro Bismantova con lo spettacolo  <strong>&#8220;Top dogs, manager sull’orlo di una crisi di nervi&#8221;.</strong></p>
<p><strong></strong><em>Il tema del licenziamento dei grandi manager è il perno attorno a cui ruota l&#8217;intero spettacolo, ma è l’ironia il linguaggio scelto. Un registro grottesco, che richiama i dialoghi dei film del grande regista <strong>Woody Allen</strong>, per parlare di temi più che mai attuali e scottanti: ridimensionamenti, ristrutturazioni e chiusure delle aziende.</em></p>
<p>Ricordiamo che è possibile acquistare il biglietto dello spettacolo direttamente dalla nostra <span style="color: #339966;"><a href="http://www.ticketland3000.com/teatrobismantova/spettacoli.aspx"><span style="color: #339966;"><strong>biglietteria online.</strong></span></a></span></p>
<p><label>Prezzo:</label> 13 euro</p>
<p><label>Genere:</label> <a href="http://www.teatrobismantova.it/generi-spettacolo/generi-spettacolo-prosa/" rel="tag">Prosa</a></p>
<p><label>Tipo:</label> <a href="http://www.teatrobismantova.it/tipi-spettacolo/rondo-e-fuga/" rel="tag">Rondò e fuga</a></p>
<p>&#8230; Segui la stagione teatrale anche sulla nostra pagina <span style="color: #339966;"><strong><a href="https://www.facebook.com/teatrobismantova"><span style="color: #339966;">Facebook</span></a></strong></span></p>
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		<title>Confermata la proiezione cinematografica di domenica 12 febbraio</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/sospeso-il-cinema-sabato-11-febbraio/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Cecchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio news]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Benvenuti al Nord&#8221;, confermata la proiezione di questa sera domenica 12 febbraio, inizio come di consueto alle ore 21]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Benvenuti al Nord&#8221;, confermata la proiezione di questa sera domenica 12 febbraio, inizio come di consueto alle ore 21</p>
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		<title>Intervista ad Amanda Sandrelli</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 11:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Notari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La sua è una lunga carriera, nella quale ha interpretato molti ruoli diversi. In base alla sua esperienza  com’è cambiato il teatro italiano da quando ha iniziato a oggi? Cercando di dire le cose migliori e trovare qualcosa di buono, penso che una cosa che è un po’ cambiata è la separazione, che prima era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>La sua è una lunga carriera, nella quale ha interpretato molti ruoli diversi. In base alla sua esperienza  com’è cambiato il teatro italiano da quando ha iniziato a oggi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cercando di dire le cose migliori e trovare qualcosa di buono, penso che una cosa che è un po’ cambiata è la separazione, che prima era molto rigida, tra teatro cinema e televisione, perché un tempo chi faceva teatro non poteva fare televisione e così via, quindi era tutto molto separato. Questa non era buona regola secondo me, perché il mestiere dell’attore è quello, poi è ovvio che c’è chi è maggiormente adatto a un mezzo che ad un altro, ma finché non si prova non si può saperlo, e in più, alcuni mezzi come ad esempio la televisione, sono funzionali, nel senso che ti danno quella notorietà che serve anche a far venire le persone a teatro. Per questo sono cose che possono coesistere. Adesso, infatti, le tournée durano molto meno, e molto spesso si tende a spezzare una tournée se è lunga in due stagioni, in modo che un attore non parta per sei mesi e nel nulla per così tanto tempo. Mentre i peggioramenti sono quelli che ha avuto tutto il Paese (ride), ed evito di ripeterli dato che li saprete già…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei quale può essere il ruolo del teatro nella società? Perché le persone dovrebbero venire a vedere uno spettacolo in teatro?  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché credo che il teatro faccia proprio bene, e lo dico sia da spettatrice sia da attrice, e quando vedo o faccio un bello spettacolo, io dopo mi sento meglio, e non credo sia un caso che il teatro esista da quando esiste l’uomo civile. In Grecia era obbligatorio andarci, non era una cosa che potevi fare o non fare, ci dovevi andare perché faceva bene alla costruzione della persona. Loro dicevano che era catartico, e credo che più o meno lo sia ancora oggi; continua a essere quello, cioè un rapporto fisico che passa attraverso le parole e il palcoscenico, ed è qualcosa che accade in quel momento e non è mai uguale, e tutto ciò avviene perché c’è un pubblico che rimanda l’energia che tu attore dai. Posso assicurarvi che lo spettacolo non è lo stesso se facciamo una prova generale senza un pubblico. Il teatro non può morire, perché è uno dei luoghi dove tutto avviene fisicamente, e quindi tanto più lo schermo ti porta lontano e ad accorciare le distanze nel mondo, tanto più non dobbiamo perdere di vista il rapporto fisico, che è quello che ti fa sentire quello che sei, e credo che soprattutto i giovani non debbano perderlo, perché è veramente importante. Poi il teatro ha un ruolo sociale, dove si pensa o dove quantomeno non è vietato farlo, e a volte lo si prova a fare anche divertendo il pubblico. Sono convinta che uno dei peggiori equivoci sia che la cultura debba essere noiosa, e che se uno non si rompe le palle non sta facendo una cosa abbastanza intelligente, non è assolutamente così, perché le cose noiose sono noiose punto. Uno spettacolo teatrale non è un libro che lo puoi chiudere e saltare il capitolo noioso, mentre in uno spettacolo no, perché lo spettatore è seduto e il regista deve cercare di tenere attento il pubblico per non fargli perdere il filo, e questo riesce a farlo bene Lorenzo Gioielli, che scrive spettacoli divertenti ma anche profondi e intelligenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da cosa è nato lo spettacolo teatrale “Non c’è tempo amore”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo spettacolo è nato dalla capoccia di Lorenzo Gioielli, che oltre ad essere un autore è attore e regista, che sia io sia Blas (Blas Roca Rey, marito della Sandrelli e anch’egli protagonista di questo spettacolo <em>ndr</em>) conosciamo da molti anni, e sicuramente molte cose della vita di coppia le ha anche “rubate” dalle nostre e dalla sua esperienza. Questo spettacolo è una riflessione un po’ su tutto, non solo sull’amore, sul sesso e sul rapporto fra uomini e donne, ma anche su altre cose, ed è questo che a me piace particolarmente, perché <em>“Non c’è tempo amore”</em> è uno spettacolo con tanti strati, e credo che uno spettatore può accontentarsi e guardarselo divertendosi, oppure può scendere in profondità, a seconda della sensibilità, dell’età e della situazione che vive in quel momento lo spettatore.  E credo che ogni strato abbia veramente una chiave di lettura molto interessante, fra cui anche una chiave più sociale e ampia, proprio di crisi non solo dei cinquantenni ma anche di un modo di essere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo può essere il frutto di questa epoca? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente la fretta, il fatto di fare e produrre è il frutto di questa epoca, e quindi c’è sempre qualcosa da fare. Ci fu un libro storico, quando ero una ragazzina, che si chiamava “Avere o essere” di Erich Fromm, scritto ormai una trentina di anni fa, e sembrava che qualcosa ci fosse stato detto sull’argomento, invece no, perché a noi occidentali questa cosa dell’avere è sempre stata più importante del resto. E poi si paga, sia perché l’avere scompare da un giorno all’altro, e sia perché alla fine si rischia di avere tanto ma di non essere felice.</p>
<p style="text-align: right;" align="right"><strong><em>HowL &#8211; La Redazione</em></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="right">
<p style="text-align: left;" align="right"><strong>(Foto di Irene Ferri)</strong></p>
<h2>Galleria fotografica</h2>
<ul class="galleria-fotografica"><li id="attachment-1"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/1.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/1-150x150.jpg" alt="1" /></a></li><li id="attachment-2"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/2.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/2-150x150.jpg" alt="2" /></a></li><li id="attachment-3"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/3.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/3-150x150.jpg" alt="3" /></a></li><li id="attachment-4"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/4.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/4-150x150.jpg" alt="4" /></a></li><li id="attachment-5"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/5.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/5-150x150.jpg" alt="5" /></a></li><li id="attachment-6"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/6.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/6-150x150.jpg" alt="6" /></a></li><li id="attachment-7"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/7.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/7-150x150.jpg" alt="7" /></a></li><li id="attachment-8"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/8.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/8-150x150.jpg" alt="8" /></a></li><li id="attachment-9"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/9.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/9-150x150.jpg" alt="9" /></a></li><li id="attachment-10"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/10.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/10-150x150.jpg" alt="10" /></a></li><li id="attachment-11"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/11.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/11-150x150.jpg" alt="11" /></a></li><li id="attachment-12"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/13.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/13-150x150.jpg" alt="13" /></a></li><li id="attachment-13"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/14.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/14-150x150.jpg" alt="14" /></a></li><li id="attachment-14"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/15.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/15-150x150.jpg" alt="15" /></a></li><li id="attachment-15"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/16.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/16-150x150.jpg" alt="16" /></a></li><li id="attachment-16"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/17.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/17-150x150.jpg" alt="17" /></a></li><li id="attachment-17"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/18.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/18-150x150.jpg" alt="18" /></a></li><li id="attachment-18"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/19.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/19-150x150.jpg" alt="19" /></a></li><li id="attachment-19"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/20.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/20-150x150.jpg" alt="20" /></a></li><li id="attachment-20"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/21.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/21-150x150.jpg" alt="21" /></a></li><li id="attachment-21"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/22.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/22-150x150.jpg" alt="22" /></a></li><li id="attachment-22"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/23.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/23-150x150.jpg" alt="23" /></a></li><li id="attachment-23"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/24.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/24-150x150.jpg" alt="24" /></a></li><li id="attachment-24"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/25.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/25-150x150.jpg" alt="25" /></a></li><li id="attachment-25"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/26.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/26-150x150.jpg" alt="26" /></a></li><li id="attachment-26"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/27.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/27-150x150.jpg" alt="27" /></a></li><li id="attachment-27"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/28.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/28-150x150.jpg" alt="28" /></a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>In sala al cinema Bismantova &#8220;The Iron Lady&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Zobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio news]]></category>

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		<description><![CDATA[Da sabato 18 a lunedì 20 febbraio è ancora in sala al cinema Bismantova l&#8217;ultimo film con Meryl  Streep &#8221;The Iron Lady&#8221;: Oggi ottantenne, Margareth Thatcher (Meryl  Streep), già primo ministro britannico dal 1979 al 1990, fa colazione nella sua casa londinese a Chester Square. Il marito Denis è morto ormai da molti anni ma la decisione di sgombrare finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da sabato 18 a lunedì 20 febbraio</strong> è ancora in sala al cinema Bismantova l&#8217;ultimo film con <a href="http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=117967" target="_top">Meryl  Streep</a><strong> &#8221;The Iron Lady&#8221;:</strong></p>
<p><em>Oggi ottantenne, Margareth Thatcher (Meryl  Streep), già primo ministro britannico dal 1979 al 1990, fa colazione nella sua casa londinese a Chester Square. Il marito Denis è morto ormai da molti anni ma la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba la mette in forte stato di agitazione. Mentre si accinge a dare inizio alla giornata, l’uomo le appare vero, amorevole e rispettoso come quando era in vita. Nella cena che organizza quella sera, Margareth è come al solito brillante con gli ospiti ma ad un certo punto comincia a rievocare un’altra cena, quella in cui conobbe Denis ben 60 anni prima. Il giorno dopo la figlia Carol convince la madre a farsi vedere da un medico. In realtà l’anziana donna sostiene di sentirsi benissimo e non dice al dottore di quel continuo incombere dei ricordi che ormai popola ogni sua giornata. Tornata a casa, Margareth lotta contro l’incalzare del passato, rispetto al quale però ritrova la propria autonomia: una vita presente forse meno ricca ma non meno degna di essere vissuta.</em></p>
<p>Per ulteriori informazioni su questo film<span style="color: #ff0000;"><strong> <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.teatrobismantova.it/films/the-iron-lady-2/">clicca qui</a></span></strong></span></p>
<p><strong>Orario di proiezione:</strong> 21.00</p>
<p><strong>Prezzo:</strong> 7,00/4,50/4,00 €</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista ad Alessandro Calabrò e Gabriele Tesauri</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/intervista-ad-alessandro-calbro-e-gabriele-tesauri/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Notari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo spettacolo è stato portato in scena in una data importante, cioè il 27 gennaio. Cosa significa per lei questa giornata e quanto è importante dal suo punto di vista? Alessandro: Ritengo molto importante la Giornata della Memoria, perché in questo giorno si possono ricordare tutti i vari crimini, guerre e genocidi che ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Questo spettacolo è stato portato in scena in una data importante, cioè il 27 gennaio. Cosa significa per lei questa giornata e quanto è importante dal suo punto di vista?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro:</strong> Ritengo molto importante la Giornata della Memoria, perché in questo giorno si possono ricordare tutti i vari crimini, guerre e genocidi che ci sono stati, e anche di quelli di cui non si parla. Perché oggi si ricorda la Shoah, che è quello più importante e famoso, ed è giusto ricordarlo ci mancherebbe, ma nel mondo di oggi non è l’unico, perché abbiamo sempre genocidi ovunque, e anche recenti, come quello in Ruanda, e quello dei Curdi, e di tante  altre guerre etniche, anche se non sono solo etniche, che tutt’ora ci sono e che tutt’ora non conosciamo. Per questo ritengo importante ricordare tutti i genocidi che ci sono e che ci sono stati. Perciò questa giornata può essere molto utile e importante per ricordare quello che è successo ai giovani, compreso io perché non c’ero durante la seconda guerra mondiale, e poi partire da dei fatti storici per cercare di migliorare il nostro presente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci possono essere alcune analogie tra la storia che ha raccontato in </strong><strong>«</strong><strong>Tutto quello che è successo a Tony Broz</strong><strong>»</strong><strong> e quella reale di Aushwitz? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro:</strong> Credo che vere e proprio analogie non ci siano. Però centrano dal momento in cui stiamo parlando di una guerra che va avanti da secoli tra israeliani e palestinesi, e quindi si parla di un genocidio, che si sta svolgendo in quella terra, che è una zona nella quale sono presenti i famosi confini, dove da una parte tu sei ben accetto e dove dall’altra non lo sei più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché secondo lei non s’interviene per placare questa guerra? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriele:</strong> Quello che raccontiamo nel nostro spettacolo è il discorso del grande commercio di armi che c’è sempre dietro a ogni guerra, che è un’industria. Ma poi non c’è neanche una volontà politica, perché dietro ci sono tanti interessi, e il petrolio è un esempio, e gli stati che comandano vogliono tenere quest’area calda e accesa, come hanno fatto anche in altri Paesi, e per ora l’hanno fatto tranquillamente e senza problemi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se i cittadini fossero informati sulla vera verità di questa guerra cambierebbe qualcosa secondo lei?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriele:</strong> Se i cittadini fossero informati sulla verità di tante situazioni cambierebbero molte cose, perché il problema dell’informazione e della comunicazione è molto rilevante e fondamentale. Il fatto che il <em>mainstream</em> ha le notizie principali che vengono controllate da pochi network e pochi magnati è una cosa grave ed è logico che ora ci troviamo in queste condizioni, e Murdoch è una di quelle persone che ha in mano molte reti di informazione globali. La gente se fosse informata reagirebbe, e la dimostrazione l’abbiamo guardando l’Italia, dove l’informazione è scomparsa da ormai venti anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro: </strong>Si parla tanto di globalità, dove in un click sei ovunque, ma poi alla fine questa globalità non è così aperta, perché ti fanno arrivare dove vogliono, perché l’informazione è filtrata in un certo modo, che decidono loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vostro fare teatro può essere considerato d’impegno civile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriele:</strong> Abbiamo messo in scena questo spettacolo per varie ragioni, e personalmente ho già fatto diverse regie d’impegno civile, ad esempio a Correggio sulla memoria, dove ho diretto alcuni spettacoli che partivano da racconti locali, e il motivo per cui ho scelto questo mestiere è sicuramente quello di raccontare storie che potessero far pensare e ragionare, e si può fare in mille modi, anche il musical può essere una soluzione, che io tra l’altro ho utilizzato più volte. E lo scopo era di portare al pubblico uno spettacolo capace di far capire che questa guerra, tra palestinesi e israeliani, non è così distante come sempre, perché l’Italia vende materiale primo per combatterla, essendo uno dei Paesi che più produce armi da guerra (il 7° nel mondo <em>ndr</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho letto il libro di Marco Truzzi, </strong><strong>«</strong><strong>Caffè hal, Tel Aviv &#8211; Tutto quello che è successo al signor T.B.</strong><strong>»</strong><strong> </strong><strong>che ha dato vita a questo spettacolo, e mi aspettavo che si parlasse anche del pugile errante per la Palestina, perché la decisione di tagliarlo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriele:</strong> Riconosciamo che è una grande pecca, però sarebbe diventato uno spettacolo troppo lungo e troppo complicato da costruire drammaturgicamente. Marco è geniale, ed è un po’ il nostro Salgari, lui non è mai stato a Tel Aviv, e lo prendo in giro perché descrive Tel Aviv come Correggio in primavera, e c’è un passaggio dove parla dei tigli, e questo mi ricorda molto Correggio, ma come Salgari riesce a creare un mondo sicuramente credibile in tutto quanto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante lo spettacolo compare più volte un medico, che con la storia sembra c’entrare poco, qual è il suo vero significato e perché avete deciso di inserirlo in questo spettacolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriele:</strong> La “colpa” del medico è soprattutto mia, nel senso che ci sono queste “slarghe” di descrizione che Marco prende durante il suo romanzo, e drammaturgicamente andavano risolte in questo spettacolo, perciò serviva un personaggio che non c’entrava nulla, e che raccontasse queste parti più descrittive in un modo diverso, e quindi abbiamo deciso di buttare sul palco questo medico pazzo.</p>
<p style="text-align: right;" align="right"><em><strong>HowL &#8211; la redazione</strong></em></p>
<p style="text-align: right;" align="right">
<p style="text-align: left;" align="right"><strong>(Foto di Irene Ferri)</strong></p>
<h2>Galleria fotografica</h2>
<ul class="galleria-fotografica"><li id="attachment-1"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/t111.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/t111-150x150.jpg" alt="t11-2" /></a></li><li id="attachment-2"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb1.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb1-150x150.jpg" alt="tb1" /></a></li><li id="attachment-3"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb21.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb21-150x150.jpg" alt="tb2-2" /></a></li><li id="attachment-4"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3-150x150.jpg" alt="tb3" /></a></li><li id="attachment-5"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3-4.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3-4-150x150.jpg" alt="tb3-4" /></a></li><li id="attachment-6"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3-51.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb3-51-150x150.jpg" alt="tb3-5-2" /></a></li><li id="attachment-7"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb4.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb4-150x150.jpg" alt="tb4" /></a></li><li id="attachment-8"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb5.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb5-150x150.jpg" alt="tb5" /></a></li><li id="attachment-9"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb6.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb6-150x150.jpg" alt="tb6" /></a></li><li id="attachment-10"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb7.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb7-150x150.jpg" alt="tb7" /></a></li><li id="attachment-11"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb8.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb8-150x150.jpg" alt="tb8" /></a></li><li id="attachment-12"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb91.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb91-150x150.jpg" alt="tb9-2" /></a></li><li id="attachment-13"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb101.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb101-150x150.jpg" alt="tb10-2" /></a></li><li id="attachment-14"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb12.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb12-150x150.jpg" alt="tb12" /></a></li><li id="attachment-15"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb13.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb13-150x150.jpg" alt="tb13" /></a></li><li id="attachment-16"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb14.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb14-150x150.jpg" alt="tb14" /></a></li><li id="attachment-17"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb15.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/tb15-150x150.jpg" alt="tb15" /></a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista alla Compagnia Botega</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/intervistacompagniabotega/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Notari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Come nasce Paracasoscia? Perché avete deciso di dare questo nome allo spettacolo? Elisabetta: Paracasoscia in dialetto sorano, il nostro coreografo è sorano, significa sembra che soffi, pare che soffi. Un giorno andando a sentire un concerto della banda del paese che suonava queste arie famose di opere liriche si accorse che la gente canticchiava sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Come nasce Paracasoscia? Perché avete deciso di dare questo nome allo spettacolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta:</strong> Paracasoscia in dialetto sorano, il nostro coreografo è sorano, significa sembra che soffi, pare che soffi. Un giorno andando a sentire un concerto della banda del paese che suonava queste arie famose di opere liriche si accorse che la gente canticchiava sotto la banda che suonava, era come un soffio, le persone cantavano pur non conoscendo a fondo le opere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto è difficile unire così tanti diversi tipi di danza (classica, moderna, hip hop, break dance) alla musica classica e, nello stesso tempo, cosa aggiunge allo spettacolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> Non è particolarmente difficile in quanto è il coreografo che ci guida. Alla fine se io ballo break dance e lei balla classica ma esiste comunque un filo conduttore unico e quello che si sta rappresentando è sentito da entrambe nello stesso modo io penso che dia un valore aggiunto allo spettacolo, lo rende particolare, diverso, più dinamico e più originale. Qualcuno potrebbe anche dire che è giusto miscelare, ma che quello che fa uno possa essere fatto anche dall&#8217; altro, sicuramente. In questo spettacolo è la differenza a fare lo spettacolo. La difficoltà da parte nostra no c&#8217;è, siamo abituati a lavorare insieme. Chiaramente è necessario un coordinatore, una mente che possa portare a questo risultato. Dietro c&#8217;è un importante lavoro coreografico che viene svolto dal direttore della compagnia, il coreografo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto tempo occorre per realizzare uno spettacolo del genere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> In realtà molto poco. Veniamo tutti da posti diversi: io sono di Reggio Emilia, lei, come altri di Roma, altri di Perugia, il coreografo di Sora. La cosa più importante è creare sintonia tra di noi, fare gruppo, in modo che al pubblico passi quello che sentiamo noi in quel momento sul palco. Se al pubblico non arriva niente non si riesce a fare nulla, deve arrivare la pancia, deve arrivare qualcosa. Le difficoltà ci sono sicuramente ma non le troviamo insormontabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel vostro spettacolo giocate molto con l&#8217; ironia e l&#8217; espressività, quanto sono importanti? Perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta:</strong> Il pubblico stasera ha riso tanto, il pubblico reagisce in modo diverso rispetto a quanto ci divertiamo noi. Se una sera siamo tesi e non riusciamo a lasciarci andare e a divertirci noi per primi sul palco, il pubblico lo capisce e si diverte meno. Non tentiamo di “fare” facce, cerchiamo di divertirci e di essere noi stessi. Se ci divertiamo bene e tanto il pubblico reagisce di conseguenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> La difficoltà non è tanto ricordarsi il passo, la difficoltà è entrare nello spettacolo tutti insieme, una volta entrati va tutto via liscio, ci divertiamo noi per primi, sul serio: non c&#8217;è niente di finto in quello che facciamo. Se ci fosse il pubblico se ne accorgerebbe e noi per primi non riusciremmo a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual&#8217; è la cosa più difficile per un danz-attore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta:</strong> Nei foglietti di sala hai letto danz-attore perché per noi la danza è un mezzo, un mezzo comunicativo, uno strumento. C&#8217;è chi sceglie di usare la voce e cantare, noi decidiamo di ballare. Balliamo per arrivare a qualcos&#8217; altro. La nostra compagnia non si ferma al movimento, al passo ma cerca di arrivare oltre, all&#8217; emozione, alla poesia. Ci piace lavorare su questo, sulla ricerca espressiva, sulla verità e sull&#8217; onesta di quello che accade sulla scena. Il movimento è importante ma funzionale ad altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come e quando è nata la vostra passione per la danza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> La mia è nata molto presto ma non avevo i mezzi per poterla soddisfare. Abitavo a Poviglio, nella Bassa e nessuno riusciva a accompagnarmi a Reggio a scuola di danza. Avevo promesso a mia mamma che appena presa la patente mi sarei iscritta a danza. A diciotto anni, il giorno in cui ho preso la patente, ho firmato, rubato la macchina a mia mamma e sono andata a Reggio e mi sono iscritta. Sono partita tardi, molto tardi, a diciannove anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta:</strong> Anche io molto tardi, a diciotto anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong>Ti assicuro però che se lo vuoi davvero lo fai. Devi uscire dagli stereotipi e dalle idee che molti hanno in Italia rispetto alla danza, per certi versi c&#8217;è una visione molto ottusa che non dà spazio a quello che qualcuno potrebbe in realtà fare, per prime le istituzioni. Io ero a Reggio, mi sono presa su, andavo in giro, guardavo. Ognuno sceglie la sua strada, una con il mio fisico non si può presentare all&#8217; AterBalletto e dire: “Fatemi ballare perché ne ho voglia”. Il mio è stato un susseguirsi di situazioni, me la sono cercata. Ho fatto per tanti anni e faccio il pendolare Reggio Emilia – Roma. La passione di dà le opportunità, bisogna valutare dove si può andare perché non si può andare dappertutto, soprattutto qui, forse all&#8217; estero&#8230;</p>
<div><strong>Io non so niente di danza ma ho in mente solo lo stereotipo del ballerino che balla dodici ore al giorno alla sbarra e basta&#8230;</strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> Dipende molto da quello che vuoi fare tu. Se vuoi perseguire una carriera di danza classica allora sì, la sbarra tutto il giorno&#8230; Se uno vuole fare della danza la sua vita e sopravviverci fai molta fatica, è molto difficile, tutti noi oltre a danzare lavoriamo anche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è la vostra professione? Non siete “professionisti”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federica:</strong> Sì è la nostra professione. Siamo sotto contratto, veniamo pagati, ci vengono dati i contributi e lavoriamo in un circuito di professionisti come può essere quello dei teatri, per me questo è il “professionista”. Ti dico anche però che per sopravvivere devo anche fare altro, è la triste realtà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta:</strong> Non è un problema solo dei danzatori. Anche l&#8217; architetto deve fare per anni in cameriere, è un problema della nostra Italia, un problema che tocca tutti a prescindere da quello che vuoi fare.</p>
<p align="right"><strong><em>HowL &#8211; la redazione</em></strong></p>
<p align="right">
<p style="text-align: left;" align="right"><strong>(Foto di Irene Ferri)</strong></p>
<h2>Galleria fotografica</h2>
<ul class="galleria-fotografica"><li id="attachment-1"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p2.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p2-150x150.jpg" alt="p2" /></a></li><li id="attachment-2"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p3.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p3-150x150.jpg" alt="p3" /></a></li><li id="attachment-3"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p4.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p4-150x150.jpg" alt="p4" /></a></li><li id="attachment-4"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p7.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/p7-150x150.jpg" alt="p7" /></a></li><li id="attachment-5"><a 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		<title>Attività cinema-teatro dal 3 al 6 febbraio 2012</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/attivita-cinema-teatro-dal-3-al-6-febbraio-2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Cecchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio news]]></category>

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		<description><![CDATA[Si comunica che l&#8217;attività del cinema teatro Bismantova si svolgerà come previsto, pertanto è confermato sia lo spettacolo teatrale di venerdì 3 febbraio che l&#8217;attività cinematografica dei giorni 4-5-6 febbraio. La direzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">Si comunica che l&#8217;attività del cinema teatro Bismantova si svolgerà come previsto, pertanto è confermato sia lo spettacolo teatrale di venerdì 3 febbraio che l&#8217;attività cinematografica dei giorni 4-5-6 febbraio.</span></strong></p>
<p><em><strong><span style="color: #ff0000;">La direzione</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Giorgio Comaschi</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/intervista-a-giorgio-comaschi-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Zobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrobismantova.it/?p=7283</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; un piacere averla qui e poterla intervistare. Quando mi danno del Lei mi fa sempre un&#8217; impressione&#8230; Da quando ho saputo che sarebbe venuto qui seguo la sua rubrica su Il Resto del Carlino on line, la Piazza di Comaschi.  Il futuro è lì. Il mondo è pieno di inconsci cabarettisti meravigliosi. Lei dal 1978 è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un piacere averla qui e poterla intervistare.</strong><br />
Quando mi danno del Lei mi fa sempre un&#8217; impressione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da quando ho saputo che sarebbe venuto qui seguo la sua rubrica su Il Resto del Carlino on line, la Piazza di Comaschi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Il futuro è lì. Il mondo è pieno di inconsci cabarettisti meravigliosi. Lei dal 1978 è iscritto all&#8217; albo dei giornalisti e tra le tante cose ha anche lavorato per un importante quotidiano, La Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante la sua adolescenza ha mai pensato che sarebbe diventato un giornalista?</strong><br />
Sì. Mio padre era un cronista di nera e un fotoreporter, figura ormai scomparsa. Se c&#8217; era un delitto lui andava, faceva le foto, dava le foto al giornale perché venissero sviluppate e poi scriveva il pezzo. Veniva chiamato di notte perché il marito aveva preso a martellate la moglie non so dove. Sentivo racconti pazzeschi, è stato lui che mi ha poi introdotto al giornale. Ho iniziato con lo sport, si iniziava sempre con lo sport, insieme a Italo Cucci, al Carlino. Poi sono passato a Stadio, poi Repubblica. Alla fine sono arrivato alla televisione e, arrivato lì, ho smesso di fare il giornalista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché?</strong><br />
Mi convinse Lucio Dalla. Fu lui che risolse il dubbio esistenziale che era nato dopo la convocazione di Scalfari che mi aveva detto: o giornale o televisione. Repubblica iniziava infatti a uscire il lunedì, un tempo non usciva il lunedì, e io che facevo il giornalista sportivo avrei sicuramente dovuto lavorare la domenica ma la domenica avevo Tele Montecarlo, facevo Gara Goal allora. Lucio Dalla al telefono sentendomi così dubbioso mi chiese: “Ma è come se ti avessero chiesto: Vuoi mangiare tre chili di pomodori o volare?! Te devi dire: Volo!”. Sono rimasto folgorato da quella frase, lui è un visionario pazzo. Allora mi sono detto, va bene: volo. Mi sono licenziato, rischiando. Alla fine sono stato contento. Ho fatto due anni di Gara Goal, poi mi hanno preso Quelli che il Calcio, poi ho lavorato due anni con la Carrà, poi la Zingara&#8230; Ho fatto dieci anni di televisione, che non mi piaceva, una televisione che non mi dava niente se non popolarità e soldi. Non era la televisione che avrei voluto fare io, la Carrà, Rai Uno, il varietà in prima serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questo è tornato a fare il giornalista?</strong><br />
Sono tornato a casa perché, non avendo raccomandazioni, a un certo punto, nessuno mi ha più chiamato. Io non sono andato a cercarli. Quando ti prendono a fare un programma la qualità è il sesto, settimo motivo per cui ti prendono. C&#8217;è la telefonata dietro di qualcuno, sei simpatico a uno, incontri per caso uno al bar&#8230; Di me si sono dimenticati, non mi hanno più detto niente e io non ho più detto niente a loro. Sono tornato a casa, mi sono rimesso a scrivere e a fare del teatro, che non avevo mai abbandonato. Ho scritto qualche libro, ho fatto spettacoli che mi hanno dato soddisfazioni. Gli autografi gli avevo già fatti, la gente mi aveva già riconosciuto per strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto ha influito la sua città, Bologna, e quanto influisce tuttora sulla sua carriera?</strong><br />
L&#8217; ottanta per cento. Bologna è una città strepitosa anche se chi ci vive si lamenta. E&#8217; una città creativa, affascinante, misteriosa. Guardate i fenomeni musicali, comici, che nascono a Bologna. E&#8217; una città nella quale c&#8217;è il gusto di stare insieme, che vive nell&#8217; equilibrio tra la metropoli e il “paesone” che ti da una grande qualità della vita. Io sono sempre contento di tornare, come tutti quelli che fanno gli spettacoli e tornano di notte poi magari ci si trova nelle osterie, Guccini, Dalla, i musicisti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei durante questi mesi ha intervistato molte persone comuni per strada, a Bologna. E&#8217;</strong> <strong>un momento difficile per l&#8217; Italia, quante di queste persone secondo Lei sono davvero</strong> <strong>interessate all&#8217; attualità e quante la ignorano? Perché?</strong><br />
Bisogna fare una grande distinzione tra le persone giovani e le persone anziane. Gli anziani non hanno mai dubbi, hanno solo certezze. Con il dito ti dicono: questo è così. Il giovane è invece pieno di dubbi, più incerto. La attualità la seguono tutti, in realtà. Gli anziani i pensionati hanno più tempo e una capacità di sintesi che neanche i grandi giornalisti americani possono vantare. Sono andato in piazza a Bologna l&#8217; altro giorno e ho chiesto a un gruppo di pensionati: “Come siamo messi?” Uno mi ha risposto: “Siamo in mano ai tedeschi”. E&#8217; una frase strepitosa, un dono della sintesi folgorante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2008 ha portato in Australia uno spettacolo su Guglielmo Marconi e l&#8217; invenzione della radio. Dopo siete andati a New York, a Vancouver, a Montreal, a Londra&#8230; cosa significa portare il teatro italiano all&#8217; estero?</strong><br />
Queste grandi comunità di italiani vedono arrivare qualcuno che porta uno spettacolo italiano in italiano, c&#8217;è sempre una grande emozione. Dovresti farlo anche in inglese perché le nuove generazioni, i figli, i nipoti, non capiscono ma gli emigrati vogliono sentirti parlare in italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei ha lavorato per la radio, per la televisione, fa teatro, ha fatto il giornalista. Sono tutti mezzi di comunicazione: secondo lei qual&#8217; è il più utile e quale preferisce?</strong><br />
Quello che in assoluto mi ha dato di più è stata la radio. Per due anni ho fatto Quelli che la Radio con Giorgio Conte, fratello di Paolo, Veronica Pivetti e altri la domenica pomeriggio su Radio2. In radio c&#8217;è un&#8217; aria salubre, non inquinata. In radio si respira aria come in alta montagna. Non è schiava degli ascolti, è un sistema di comunicazione che mi piace moltissimo, accende la fantasia, immagini una faccia che scopri essere diversa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei è un attore. Cosa ne pensa del teatro?</strong><br />
Credo che la gente vada molto meno in teatro, ha meno soldi e poi spesso rimane in casa per vedere il Grande Fratello e queste cose qui. Mentre in altri paesi europei un attore di teatro è al top, in Italia è al top chi partecipa al Grande Fratello, all&#8217; Isola dei Famosi perché diventa l&#8217; idolo dei ragazzi. E&#8217; un grande problema. Io amo il teatro perché in teatro uno più uno fa due. La gente ti scopre, ti vede, sa chi sei, ha pagato un biglietto per vedere te, ha parcheggiato la macchina. Ogni spettatore è preziosissimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo spettacolo si chiama “Ma te ci sei su Feizbuk?”, cosa l&#8217; ha spinta a scrivere uno spettacolo con questo titolo e su questo tema?</strong><br />
In realtà quello su Facebook è solo un breve monologo rispetto allo spettacolo che vederete stasera che è fatto di tanti pezzi sui tic della gente, sulle mode, le manie: è uno spettacolo vario, di cabaret, passa da una cosa all&#8217; altra senza un filo conduttore ben preciso. Quello su Facebook è un monologo che tratta della sudditanza che abbiamo nei confronti di questo sistema. Mettiamo le nostre cose lì perché siamo soli, facciamo un villaggio globale nel quale tutti sappiamo cosa stiamo facendo: mi fa ridere, anche se io sono su Facebook come gli altri. Vado a vedere le notizie. E&#8217; una cosa un po&#8217; da guardoni. Ho intitolato lo spettacolo per incuriosire la gente ma avrei potuto intitolarlo “Gli anni delle sciarpe” o “Gli anni di quelli che guardano il telefono al cinema”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possiamo parlare di Facebook-dipendenza?</strong><br />
Sì, sicuramente. C&#8217;è gente che se non da la buonanotte a tutti non è contenta, gente che buongiorno, buonasera, mi sto tagliando le unghie, sto andando a tavola&#8230; La gente dice cose intime per dare sfogo alle proprie insicurezza. Ho scritto sul Carlino una lettera a Vasco Rossi che si è anche arrabbiato. Contestavo il fatto che lui avesse aperto un profilo Facebook. E&#8217; sceso tra i mortali mentre lui è una rock star, deve rimanere su un altro livello. Forse aveva bisogno di una sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo spettacolo vedremo come la comicità diretta può unirsi a osservazioni sulla società ben più sottili e acute. Perché la scelta del genere comico?</strong><br />
Ho sempre fatto cabaret fin dai tempi dell&#8217; Osteria delle Dame a Bologna. Intendo il cabaret come qualcosa di ironico. Non mi piace lo spettacolo di battuta, preferisco la descrizione di una situazione che diventa comica. Non ci saranno tante battute. Cercherò di far sorridere. Preferisco la gente che sorride rispetto a quella che ride.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>HowL &#8211; La Redazione</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;"><strong>(Foto di Irene Ferri)</strong></p>
<h2>Galleria fotografica</h2>
<ul class="galleria-fotografica"><li id="attachment-1"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/12.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/12-150x150.jpg" alt="1-2" /></a></li><li id="attachment-2"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/29.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/29-150x150.jpg" alt="2-2" /></a></li><li id="attachment-3"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/31.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/31-150x150.jpg" alt="3-2" /></a></li><li id="attachment-4"><a href="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/41.jpg" class="lightbox" rel="galleria"><img src="http://www.teatrobismantova.it/wp-content/uploads/2012/02/41-150x150.jpg" alt="4-2" /></a></li><li id="attachment-5"><a 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		<title>Intervista a Michele La Ginestra</title>
		<link>http://www.teatrobismantova.it/2012/02/intervista-a-michele-la-ginestra-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Zobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suo ultimo spettacolo teatrale, “Mediano di spinta” ha come argomento centrale il calcio. Che cosa l’ha portata a scegliere questo tema? Parlare con il pretesto del calcio, mi pare che sia una cosa interessante e intelligente, soprattutto se si fa raccontare una storia di una persona che normalmente non si conosce, e poco per volta, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo ultimo spettacolo teatrale, “Mediano di spinta” ha come argomento centrale il calcio.</strong> <strong>Che cosa l’ha portata a scegliere questo tema?</strong><br />
Parlare con il pretesto del calcio, mi pare che sia una cosa interessante e intelligente, soprattutto se si fa raccontare una storia di una persona che normalmente non si conosce, e poco per volta, durante lo spettacolo, la gente scopre che gli appartiene qualcosa. Ho voluto fare questo spettacolo per rendere omaggio Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma, e raccontare la sua vita attraverso il pretesto del calcio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quale motivo ha scelto come protagonista Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma</strong><br />
<strong>che si uccise il 30 maggio 1994?</strong><br />
Innanzitutto perché è una storia particolare e tristissima, poi perché Di Bartolomei è l’emblema di un campione d’altri tempi, di un calcio d’altri tempi, dove il calcio non era solo apparire, bleffare, buttarsi quando un avversario si avvicina e sputare in faccia alla gente, cosa purtroppo insegnano anche nelle scuole calcio di oggi, ma era uno sport dove il sacrificio e la fatica contavano per davvero. E per altro era un grande campione, non popolare come tanti altri, anche se a Roma tutti lo amavano molto, nonostante fosse una persona molto seriosa. Ed è affascinante che una persona come lui avesse così tanti fans.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei perché il calcio ha subito trasformazioni così evidenti dagli anni &#8217;90 al</strong><br />
<strong>ventunesimo secolo? E’ stato un cambiamento positivo o negativo? Cosa si è perso?</strong><br />
Sicuramente è cambiato positivamente dal punto di vista della fluidità del gioco, però si sono persi i valori, la correttezza, il rispetto per l’avversario, perché viviamo in un mondo basato sull’apparire, dove la televisione esalta qualsiasi gesto all’ennesima potenza. Mentre allora il calcio non era così ricco, era più vicino alla realtà, i calciatori di quegli anni uscivano senza problemi la sera, cosa che ora è impossibile, Totti per esempio non può nemmeno andarsi a mangiare una pizza, mentre Di Bartolomei probabilmente lo faceva tranquillamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha mai parlato con Agostino Di Bartolomei?</strong><br />
No, non ho mai avuto l’occasione di conoscerlo. La sua vita l’ho vissuta così, da esterno. E ho costruito questo spettacolo, inventandomi un calciatore, Marco Andreotti, che ha come punto di riferimento proprio Di Bartolomei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa essere “Mediano di spinta” secondo lei?</strong><br />
“Mediano di spinta” è sinonimo di fatica, di sudore e poca popolarità. E’ una vita particolare, ma è affascinante anche quella. Ci sono anche attori mediani, che pensano poco ad andare in televisione e tanto a comunicare qualcosa a chi gli ascolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei qual è il significato del teatro, e come cambia nel tempo?</strong><br />
Il teatro uno lo fa per comunicare qualcosa di se stesso, l’importante è portare in scena uno spettacolo che ti appartenga, e che mandi messaggi, oppure più semplicemente il divertimento e la commozione. Io ho la fortuna di poter stare sul palco, e mi pare sprecarlo ogni tanto fermarmi al divertimento puro e semplice, anche se sono un attore prettamente brillante, però si può usare quest’arma del gioco per mandare messaggi più alti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale dovrebbe essere il ruolo del teatro nella società?</strong><br />
Un tempo, quando non c’era la televisione, il teatro era il mezzo attraverso il quale le persone si acculturavano, approfondivano certi argomenti e conoscevano l’umanità. Il mezzo teatrale è quindi importantissimo, ancora oggi, sia per chi lo fa sia per chi lo riceve, perché vivi una situazione vera, se sbagli una frase, non puoi ripeterla, perché è così e non puoi farci nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei guida una scuola di teatro, cosa insegna ai suoi aspiranti attori?</strong><br />
Innanzitutto questa è una scuola per non addetti ai lavori, cioè non ti faccio diventare un attore, ma ti faccio conoscere meglio te stesso, le tue capacità espressive, t’insegno a collaborare con gli altri e a costruire uno spettacolo teatrale. Inoltre questa scuola porta avanti una campagna di solidarietà, cioè sensibilizziamo le persone e addirittura raccogliamo fondi, con i biglietti dei saggi. E l’utile degli spettacoli li devolviamo in beneficenza. Con questi fondi abbiamo costruito due scuole e un dormitorio in Mozambico. Poi è ovvio che se c’è il talento ben venga, e a quel punto si manda il talento a farsi le ossa in una scuola teatrale, che ti porta via 4 o 5 pomeriggi alla settimana. Perché le cose belle devi faticarle per averle, quelle che non si faticano non durano. Tutti queste persone che appaiono in televisione, hanno pagato spesso dei prezzi molto molto alti, accettando compromessi per arrivare a quei livelli così facilmente, e dopo se stai male, stai male veramente. E poi come sei arrivato, così facilmente scompari, come tutti quei ragazzi che tramite <em>Amici</em> diventano famosissimi e poi scompaiono. Li spremono per bene e poi li buttano via, è molto triste. Ora questi ragazzi fanno i camerieri, lavorano nelle pizzerie, e questi sono quelli che hanno le palle di riprendersi, altri invece dalla delusione non fanno più nulla. Se invece studi e fai la gavetta, forse qualcosa in più capisci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le hanno mai chiesto di partecipare a un reality show?</strong><br />
No, ma mi hanno chiamato alcuni anni fa per partecipare a “Pattinando sul ghiaccio” su Rai 1, e quando Milly Carlucci mi chiese perché volevo partecipare, le ho risposto che volevo apparire in televisione per poi fare ciò che mi piace, e lei non l’ha presa bene. Mentre i reality non li farei mai, mi sentirei veramente triste. Molti invece ci vanno per apparire e tenere su il loro nome, ma io per tenere su il mio nome faccio teatro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I suoi progetti futuri?</strong><br />
Teatro, teatro e ancora teatro. Poi devo finire di girare la fiction <em>“Bentornato Nero Wolfe”</em> per Rai1 che uscirà a marzo, e probabilmente ci sarà anche una seconda serie. E’ una cosa molto carina. Prima di tutto però viene il teatro.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>HowL –la redazione</strong></em></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;"><strong>(Foto di Pietro Magnani e Irene Ferri)</strong></p>
<h2>Galleria fotografica</h2>
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