Compagnia Teatro Bismantova

Hansel & Gretel

 

testo e regia di Marina Coli

Le Cantafantastorie della Compagnia Teatro Bismantova
di Castelnuovo né Monti (RE)

 

La scena si apre, vuota e spaziosa. Voci strane e goffe avvolgono il pubblico in un crescendo comico, rinforzato da mani, piedini, braccia, corpi e volti che piano piano si svelano…..per cantare e raccontare la storia di Hänsel e Gretel.

Tanti personaggi partecipano al racconto,(i due bambini, la matrigna, il padre boscaiolo, la strega, ma anche la casetta e il forno) e ognuno narra, dal suo punto di vista, le vicende della famosa fiaba, intercalando il canto corale,che si avvale del testo della fiaba scritto in rima baciata da Roberto Piumini e che diventa così filo di collegamento alle varie versioni.

Azioni semplici, comiche, che puntano sulla sorpresa continua attraverso i mutamenti dell’interpretazione dei protagonisti, “importunati” a tratti da un’impetuosa Nonna Canovaccio, che vorrebbe raccontare la storia a modo suo. Ma per la Nonna sarà molto dura riuscire nel suo intento, ostacolata da tutta la ciurma dei personaggi, che tenteranno in ogni modo di zittirla!

Riuscirà la povera Nonna, alla fine, a raccontare la storia?…

 

Una stella cade per chi viene e chi va….

 

 

(foto di James Bragazzi)

Storie di emigrazione dall’Appennino reggiano
scritto e diretto da Marina Coli
produzione – Teatro Bismantova (Castelnuovo né Monti)

“….ma non solo il pastor deve emigrare
è la sua legge antica quanto i monti,
altri vi son che devono lasciare,
per la legge del pane adesso i monti……”

Erio Fontana di Villa Minozzo

La compagnia “Teatro Bismantova”, propone uno spettacolo teatrale sul fenomeno emigratorio che ha interessato i comuni dell’Appennino reggiano in un arco temporale che va dagli anni 20 (con il racconto della transumanza), agli anni 50 (dove lo spopolamento dei comuni della montagna da parte dei giovani, in particolare le donne che andavano a servizio nelle città, ha avuto un importante rilevanza).
La corona di storie restituisce vita ai volti di alcune delle tante persone che, per necessità hanno coraggiosamente scelto “l’altrove”, nella forma di emigrazione temporanea per certuni, definitiva per altri.
I patimenti, le difficoltà, i soprusi e le ingiustizie, ma anche l’emancipazione da una vita misera, fatta di stenti, la gioia di nuovi incontri ed esperienze per l’epoca inconcepibili, la possibilità di costruirsi un futuro migliore, sono gli argomenti che lo spettacolo mette in luce, senza tralasciare le storie di “ritorni al paese” da parte dei protagonisti ma anche dei loro discendenti,