LA GENERAZIONE RUBATA

il 10-11-2005

21.00

€ 3,00

PHILLIP NOYCE

2002

2002-11-22

94

EVERLYN SAMPI MOLLY CRAIG TIANNA SANSBURY DAISY CRAIG LAURA MONAGHAN GRACIE FIELDS DAVID GULPILIL MOODOO KENNETH BRANAGH A.O. NEVILLE DEBORAH MAILMAN MAVIS JASON CLARKE GOVERNATORE RIGGS NINGALI LAWFORD MAUDE, MADRE DI MOLLY MYARN LAWFORD NONNA DI MOLLY GARRY MCDONALD SIG. NEAL ROY BILLING ISPETTORE DI POLIZIA DON BARKER SIG. EVANS ANDREW S. GILBERT DIRETTORE DEPOSITO ANTHONY HAYES REG TREVOR JAMIESON POLIZIOTTO

Australia 1931. Molly Craig è una ragazza aborigena strappata alla sua famiglia per essere istruita come domestica
ed essere integrata nella società dei bianchi. Insieme alla
sorella Daisy e alla cugina Gracie intraprende un viaggio di
oltre 1.500 miglia, pieno di insidie e pericoli, per ritornare
a casa.
Critica"Interpretato da Kenneth Branagh, da attori presi dalla
strada e dal mitico attore aborigeno Gulpilil, il film è un
piccolo capolavoro, girato con stile asciutto, commovente
senza lacrima sul viso, fotografia magnifica". (Piera Detassis
‘Panorama’, 5 dicembre 2002)

"Lineare, drammatico, vigoroso, alimentato da un fervore
civile che commuove senza sentimentalismi o volgari cedimenti,
‘La generazione rubata’ è un terso e veemente film che
utilizza la macchina da presa, i paesaggi desertici e
sconfinati, le facce autentiche delle sue giovanissime
attrici, la tenacia odiosa del personaggio, realmente
esistito, interpretato da Kenneth Branagh per denunciare e
obbligare gli australiani a guardare senza mistificazioni e
giustificazioni il proprio passato recente, il vergognoso
comportamento verso gli aborigeni". (Enrico Magrelli, ‘Film
Tv’, 3 dicembre 2002)

" ‘La generazione rubata’ è una storia vera e di questo siamo
grati sia al regista Phillip Noyce, specializzatosi in
thriller hollywoodiani, che a Doris Pilkington, figlia di
Molly e autrice del romanzo da cui è tratto il film. La verità
storica c’è, quella cinematografica meno. Colpa di bambine
così belle da sembrare uscite da uno spot anni ’80 della
Benetton, di paesaggi da cartolina e di una regia fiacca che
non entra in sintonia con le musiche dissonanti di Peter
Gabriel. Il lieto fine risolve ogni conflitto. Preferiamo la
maturità di un’altra pellicola sugli aborigeni: ‘The Tracker’
di Rolf de Heer, in cui Gulpilil recitava lo stesso ruolo ma
con più bravura. ‘La generazione rubata’ preferisce l’effetto
alla riflessione. E infatti è piaciuto molto alla Miramax, che
lo distribuirà anche in Usa e in Inghilterra". (Francesco Alò,
‘Il Messaggero’, 22 novembre 2002)

Note- PRESENTATO AL FESTIVAL DI TAORMINA 2002