Stasera non escort: intervista e fotogallery

Come nasce lo spettacolo “Stasera non Escort”?

Rita: Dopo la manifestazione del movimento “Se non ora, quando?” ci è venuta voglia di fare qualcosa di comico che potesse rappresentare quel movimento, abbiamo voluto unirci e fare questo spettacolo. Lo spettacolo nasce dall’idea di voler prendere in giro quella gravissima situazione che si era creata: Berlusconi, le escort… diciamo un paese che andava a puttane?

 

Quanto e come è considerata la donna in questo momento? Non credete che la figura della donna sia stata strumentalizzata in questi ultimi anni?

Alessandra: Sì, credo che in particolare in Italia la figura femminile sia stata strumentalizzata, soprattutto dai media. Il movimento di cui parlava Rita è nato per questo motivo. In Italia la situazione è molto arretrata, il patriarcato è molto forte. I media usano la donna in modo strumentale, per il mercato, per vendere, per avere audience. Siamo in uno stato di arretratezza da un punto di vista anche sociale, gli stipendi sono bassi, la collaborazione delle istituzioni per, ad esempio, gli asili nido è scarsa. Anche la collaborazione della parte maschile è scarsa. La donna si trova ancora in svantaggio nella nostra società.

 

C’ è una speranza? Cosa si può fare per cambiare le cose?

Margherita: Secondo me la speranza arriva dalle donne. E’ vero quello che dice Alessandra sul patriarcato, ma purtroppo le donne ci mettono anche del loro. Nello spettacolo parliamo di autostima, di figure (femminili) che vanno ad aumentare questa denigrazione. Certi tipi di madri, certi tipi di mogli, certi tipi di ruoli che purtroppo la donna fa fatica a vedere in evolversi: catene da spezzare che costringono la donna a essere quello che lei stessa probabilmente non vorrebbe neanche essere. La speranza arriva da questo, dalla forza delle donne.

Claudia: La nostra speranza è che molte donne che invece lo fanno apposta a essere… “puttanone”, ma è un brutto termine… diciamo delle “escort”, rinsaviscano. L’ottimismo è una buona cosa, molte donne ci mettono molta energia per essere il peggio di sé e per rappresentare in negativo il genere femminile. Vedo alcune donne, mi vergogno e mi chiedo: ma come possiamo appartenere alla stessa natura?

 

Un esempio potrebbe essere ciò che è accaduto al Festival di Sanremo?

Claudia: Anche, ma sicuramente non è la cosa più grave. Ovunque ti giri vedi che ci sono molte donne che per trovare una scorciatoia, perché hanno pensato che usando il corpo si può avere successo, denaro, potere e molto di più annullano quello che molte di noi fanno da anni. Con un culettino che appare in tv il lavoro di anni di femminismo viene annientato, ma io voglio essere ottimista.

 

La mia domanda è forse un po’ stupida… se poteste scegliere un ruolo femminile in teatro che personaggio vi piacerebbe interpretare?

Alessandra: Vorrei sicuramente fare Nora di Ibsen, “Casa di Bambola”.

Margherita: Ah! A me piacerebbe fare Pandora de “Il vaso di Pandora”.

Rita: Giulietta! Non è vero! il mio sogno è fare Puk che tutti sostengono sia maschio ma non è detto, magari è femmina.

Claudia: E’ banale perché ho un personaggio nello spettacolo che si chiama nella stessa maniera, ma Dolly di “Hello Dolly” mi ha sempre fatto impazzire. Però ho la grande fortuna di interpretare una Dolly molto diversa!

 

Attraverso il paradosso che messaggio volete lasciare al pubblico di stasera?

Alessandra: Il nostro è uno sguardo satirico, una critica che passa attraverso la risata. Questo spettacolo è molto divertente e la gente esce soddisfatta, speriamo esca anche pensante! Il compito della satira è di smontare gli stereotipi, i luoghi comuni e indurre le persone a riflettere. Noi stesse riflettiamo attraverso le cose che diciamo. Il nostro messaggio è che attraverso questa riflessione si vada verso un mondo più giusto, un mondo migliore. Il maschilismo è uno solo e lo alimentano sia gli uomini sia le donne. E’ necessario che uomini e donne insieme vadano a smontare una serie di meccanismi per costruire una società più giusta, in cui vivere meglio entrambi. Una società paritaria in cui ci sia voglia di vivere insieme al di là di quegli schemi oramai obsoleti. La nostra speranza è questa.

Margherita: Usando tutti gli strumenti che possono servire a una donna per esprimersi nel migliore dei modi. Come diceva Alessandra nello spettacolo c’è satira ma c’è anche poesia, leggerezza, capacità critica, autocritica e autoironia. Io credo che queste siano tutte grandi qualità delle donne, speriamo del genere umano ma soprattutto delle donne.

HowL- La Redazione

 

Foto di Pietro Magnani e Irene Ferri

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