R60/BALLATA OPERAIA

il 11-12-2008

21.00

13

TEATRO DELL'ORSA

MONICA MORINI E BERNARDINO BONZANI

MONICA MORINI E BERNARDINO BONZANI

Bernardino Bonzani e Monica Morini della compagnia Teatro dell’Orsa, dopo Cuori di terra – memoria per i sette fratelli Cervi, spettacolo che ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale nel 2003, continuano il lavoro di ricerca sulla memoria e sulla narrazione, insieme ai musicisti del gruppo, affrontando questa volta il tema del lavoro.

Che cosa sta diventando il lavoro, che significa cercare lavoro, avercelo, non avercelo, e come si lavora nel presente? Contratti a tempo determinato, assunzioni a chiamata, lavoro interinale, apprendistato lungo, collaborazioni coordinate a progetto, precariato e lavoro in nero. Flessibilità e lavoro che cambia. Non più il lavoro, ma i lavori…

Dignità del lavoro, diritto al lavoro, solidarietà sul lavoro, lotte per il lavoro. Sono parole che appartengono ancora al presente?

La storia del lavoro di fabbrica possiede una carica antica e leggendaria, a tratti epica. Questo progetto di ricerca teatrale si sviluppa sulla storia del lavoro nella città e nella provincia di Reggio Emilia in un arco di quasi mezzo secolo, dal 1930 alla fine degli anni ’70. Storie di operai e operaie, esperienze non comuni, in una città della provincia italiana che nel corso del 1900 vede svilupparsi l’industria con un grande numero di occupati.

La memoria emotiva, individuale e corale, si intreccia a eventi storici nazionali di grande portata e restituisce frammenti di vita raccolti nel lavoro di intervista e di ricerca sui protagonisti.

La scuola, l’infanzia, la Resistenza in fabbrica, le lotte contro i licenziamenti.

La leggendaria occupazione delle Officine Reggiane tra il 1950 e il 1951, la straordinaria solidarietà di gran parte della popolazione che ne permise l’eccezionale durata di oltre un anno, durante il quale gli operai, senza salario né alcuna altra forma di sussidio, continuarono il lavoro e giunsero a costruire diversi esemplari del trattore R. 60.

Le lotte sindacali e di emancipazione delle donne del Calzificio Bloch dal 1950 al 1978, memorie di lavoratrici di una fabbrica femminile che ha rappresentato una punta di diamante del movimento operaio.

Le voci narranti, alternano ironia e partecipazione accorata, ripercorrono i ricordi, dal lavoro nei campi a quello sulle macchine, memorie di vita e di lotte. La musica eseguita dal vivo sostiene, imbriglia e s’impasta alla parola fino a farla diventare canto, ballata. Ballata operaia perché un operaio te la dice e te la canta la sua storia. Nello spettacolo, la fabbrica risuona con i suoi pezzi fatti strumenti. Turbine, ventole, rotori diventano basi per le percussioni di Davide Bizzarri che ha composto questo originale percorso musicale. Insieme al suo violino, sul palco, il pianoforte e la fisarmonica di Claudia Catellani e il contrabbasso di Giovanni Cavazzoli.

Il progetto Memoria e lavoro è iniziato a Reggio Emilia nel settembre 2004 all’ex Fonderia Lombardini con La città raccontata. Le tappe successive sono state realizzate nel 2005 a Parma presso il Teatro Europa e a Reggio Emilia nel Teatro Re Giò, già teatro dopo lavoro delle Reggiane e rinominato come Teatro dei Licenziati. Fondazione Toscana Spettacolo lo ha selezionato per il 1° maggio 2005 al Teatro di Rifredi a Firenze, nella rassegna “Vedere l’invisibile – Lavoro/lavori: la memoria dei mestieri”. R 60 ballata operaia è stato presentato in anteprima al Festival L’ultima luna d’estate di Lecco.

Benvenuti al Teatro dei Licenziati, nel tempo e nei luoghi che hanno visto infiammarsi, discutere, gioire e piangere i protagonisti delle storie che stiamo per raccontare.