“Un artista non è mai povero”
Venerdì 12 Febbraio saremo partecipi di qualcosa di grande che, già nel 1950, quando Babette’s feast venne pubblicato, fu ispirante: Karen Blixen, quindi Amanda Sandrelli per noi sul palco del Teatro Bismantova, si fanno aedi, che erano quei cantori classici che, esaltando le gesta degli eroi, esaltavano il valore della stessa poesia, ispiravano popoli e costruivano, nell’anonimato, sistemi di valori e fondamenta del vivere civile delle società da cui è scaturita la nostra Europa.
È bello che venga rappresentato il Pranzo di Babette principalmente per due motivi: il primo è che è molto difficile, nel mondo che stiamo vivendo, trovare testimonianze forti come questa di amore ed esaltazione del valore dell’arte e del lavoro dell’artista: un valore che appare, attraverso la figura di Babette, intrinseco: non ha bisogno della comprensione del pubblico, non necessita di riconoscimenti o apprezzamenti; questa sua arte, come ogni tipo di arte, nella sua inutilità pratica, si dimostra capace di rendere significativo un momento, una giornata, una vita, solo per il valore di Bellezza che porta con sé.
Il secondo è che testimonia che basta realizzare quello per cui si è vocati e farlo con la passione necessaria per rendere ciò che si fa un’opera d’Arte, che ciò sia cucinare, dipingere, insegnare, lavare i piatti, progettare una casa o studiare non importa, così come non importa se verrà riconosciuto o apprezzato nella maniera in cui si presuppone che si debba riconoscere ed apprezzare: la rivoluzionaria Babette dona con la gratuità tutto ciò di cui è capace, non per sé stessa, ma gli altri senza chiedere nulla in cambio, nemmeno l’ammirazione che le sarebbe dovuta.
Ecco allora perché un artista non è mai povero: dona tutto ciò che ha nel modo migliore che può; pone semi di Bellezza nel mondo che lo circonda.
Vale quindi la pena di credere in un realtà che, anche se con fatica, contiene in sé artisti; vale la pena impegnarsi per una realtà che possiamo trasformare, ponendovi semi di Bellezza e Gratuità come Babette ci insegna: lasciamoci ispirare, anche nel 2016.
Margherita Romei
