Andare in scena, andare in onda

Andare in scena, andare in onda

 Lo stile non esprime quello che uno pensa, ma è la forma di ciò che uno è.

(Karl Kraus)

Sembra quasi impossibile. Sembra quasi incredibile. Ma anche quest’anno, proprio quest’anno, abbiamo una stagione teatrale. Dico abbiamo perché il teatro, anche quello impossibile, non esiste senza pluralità, senza coralità. Il teatro è qualcosa da condividere. Anche quando è vuoto. Anche quando è chiuso. Perché questo è il punto. Hanno chiuso i teatri. Basta poco. Una cosa che si chiama DPCM. Nessuna polemica in questo. Forse un filo appena di s-concerto. Quella strana sensazione che senza dire nulla dice: “attenzione, la musica è finita.” Ci vediamo quando sarà possibile. Se sarà ancora possibile. Ma il teatro non ci sta. Il teatro si ribella. Il teatro è forma di rivoluzione permanente, non ha bisogno di esprimere ciò che pensa. Ma semplicemente è in ogni momento in cammino, alla ricerca di sé, in relazione costitutiva con gli altri, con il mondo degli altri e con altri mondi.

Il teatro allora, e in prima fila i teatranti, credono nell’impossibile e nell’incredibile. E allora quello che viene chiuso per Decreto Ministeriale, riapre in altra forma: rinasce dalle sue ceneri, ritorna possibile grazie ai nostri artisti, agli amici del teatro, attori, registi, musicisti. Se non possiamo andare in scena, con il pubblico lì davanti, facciamo almeno che sia possibile andare in onda, con il pubblico a casa propria. Ecco quello che alla fine è il nostro DPCM: Di nuovo sul Palco a Castelnovo Monti. Il teatro che bussa alle porte, chiede ospitalità e spazio nelle nostre case. Che dice di esserci, che si apre al di fuori delle proprie mura. E ancora una volta, di nuovo, attraversa confini. Trasforma anche lo schermo, quello che in origine è barriera, in occasione di racconto e incontro. Poi vedremo, se si potrà tornare a teatro, i nostri teatranti saranno lì come sempre, proprio sul palco-scenico: il luogo per eccellenza dove passa la vita, dove ogni cosa entra in contatto con l’altra, dove anche il tempo, pure passando, trascorrendo, resta sospeso nell’attimo che dona senso a ogni passaggio, a ogni possibile paesaggio. Seguiteci. Credeteci. Come sempre vi aspettiamo. Anzi meglio vi attendiamo, nel senso che “tendiamo verso”, nel senso che “prepariamo una tenda”, una dimora per sostare nel corso di un viaggio: da qui all’altra parte della vita. E ritorno.