GUERRA!

il 05-12-2025

21.00

Intero € 15,00 - Ridotto €. 13,00 -Ridotto Studenti €. 8,00

Produzione Eleuthera Teatro

Ilaria Andaloro

Fabio Gaccioli Nicola Bonacini sonorizzazione live Luca Guerri visuals

DI LOUIS FERDINAND CELIN

Dalla Parigi dei cafè chantant veniamo brutalmente catapultati, insieme con lui, nell’incubo della grande
guerra, nel fango delle trincee, attraverso le traiettorie e gli scoppi di mitraglia, circondati e braccati da
quell’incontenibile, insano, spietato desiderio di massacro che i potenti di questo mondo elargiscono con disinvoltura e innata generosità ai popoli d’Europa: l’invenzione della patria e della nazione come vertice della barbarie che, tra il 1914 e il 1918 (e successivamente dal 1940 al 1945) si è posata come una corona di spine su un’intera civiltà, giunta al massimo del suo splendore economico e culturale.
“Guerra!”, il titolo che abbiamo dato alla prima parte di “Viaggio al termine della notte”, è un manifesto
antimilitarista tra i più radicali, spregiudicati e persino divertiti che siano mai stati scritti, e che viene
qui proposto in una veste ibrida, come ibrida, tra invenzione letteraria e autofiction, è la natura del romanzo.
Non è un reading, le parole dell’autore sono consegnate alla memoria dell’attore che offre la sua voce e il suo corpo alle pagine letterarie, ma non è nemmeno un monologo in senso stretto: nessun adattamento, nessuna variazione, nemmeno una parola è stata cambiata della pagina scritta. L’intervento drammaturgico si è limitato a un semplice lavoro di montaggio. L’impianto letterario è dunque conservato nella sua integrità e purezza. Lo stile unico dell’autore, quella petit musique su cui tanto lavorò nel corso della sua vita, è dunque restituita nella sua originalità, con la sola variante della traduzione dal francese.
Le parole dell’autore rivivono, dunque, per episodi frammentari, slegati dalla trama, come i ricordi allucinati di una mente reduce, però fedelissime, nella voce e nel corpo dell’interprete, colte all’istante
e amplificate, con i suoni della scena, dalla tessitura sonora di Nicola Bonacini, che slaccia e ricuce filamenti di senso e non-senso, all’interno di un ordito che sembra giungere, anche quello, dal nero fondo della notte dentro cui gli uomini e i popoli sembrano condannati a viaggiare, tra perdizione e un disperato, fioco anelito di vita.