Plato abita una soffitta ricca di ammennicoli, meccanismi, fotografie, rudimentali burattini, giochi.
Gli oggetto suggeriscono meticolosità, ma al tempo stesso un accumulo compulsivo e apparentemente inutile di scarti.
Egli ha trascorso la vita in solitudine senza aver mai avuto un contatto con altri esseri umani.
Solo attraverso vecchie fotografie ed oggetti ha provato ad immaginare le vite, i volti e le personalità, arrivando a ricrearsi una visione distorta del mondo esterno, che però non ha mai tentato di scoprire.
Ora ha un primo forzato incontro.
Questo lo spaventa, ma lo incuriosisce a tal punto da spingerlo all’esplorazione.
Scopre così che i suoi giochi cambiano se considera anche l’altro e che il suo microcosmo è solo una parte della realtà.
Tutto prende una forma nuova che lo rende magnificamente libero.
Un percorso affascinante che nella sua tenera semplicità ci racconta di un uomo che attraverso il confronto con gli altri e il contatto con la vita vissuta, trova la realtà.
Conoscendo la vita può liberarsi ed affrontare il mondo.
Ma chi è e che cosa rappresenta questo uomo?
Di lui sappiamo solo una cosa, il nome: Plato.
di Andrea Menozzi e Francesco Marchesi
con Andrea Menozzi
Regia Francesco Marchesi
Disegno Luci Sergio Taddo Taddei
Direttore tecnico Davide Cavandoli
Scenografia Alessandra Boffelli Serbolisca
Costumi Marisa Gallingani
Fotografie di scena Erika Spadaccini
Illustrazioni e grafica Luca Correggi
Ufficio stampa Michela Costi
Realizzatori falegnameria Michiel Piscaer e Fabrizio Saccardi
Una produzione Teatro Bismantova con la collaborazione di Teatro di Parpignol e Compagnia Circolabile
